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Pensieri, Poesie & Libri

Pensieri, Poesie & Libri

«Ogni generazione», nota Leah Price sul New York Times, «riscrive l'epitaffio del libro» e aggiunge «Il digitale non ucciderà i nostri amati libri, pur cambiandone radicalmente la forma e le modalità di accesso e distribuzione»

Diverso invece, e meno esplorato, è il modo in cui si sta trasformando la nostra percezione dell'autore in un mondo in cui non serve necessariamente più il libro per essere autori. Ci sono mille strumenti (dai blog in poi) e la stessa idea di «pubblicazione» non ha più quelle barriere di accesso elevate che in qualche modo davano una certificazione autoriale in funzione della scelta dell'editore.

In questa rubrica esploriamo questo nuovo mondo, parlando anche di poesia e sperando di poter diventare il miglior posto dove trovare il tuo prossimo libro da leggere.

Immacolata Concezione della Beata Vergine MariaImmacolata Concezione olio su tela 147x94 cm. Di A. Cortina
è stata restaurata nel 2008 dalla Trestaller di Valencia (Spagna)

Celebre preghiera di Dante a Maria
Divina Commedia - Paradiso, XXXIII

"Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
Umile ed alta più che creatura,
Termine fisso d'eterno consiglio. 

Tu se' colei che l'umana natura
Nobilitasti sì, che il suo Fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura. 

Nel ventre tuo si raccese l'amore
Per lo cui caldo nell'eterna pace
Così è germinato questo fiore. 

Qui se' a noi meridïana face
Di caritate; e giuso, intra i mortali,
Se' di speranza fontana vivace. 

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
Che, qual vuol grazia e a te non ricorre,
Sua disïanza vuol volar senz'ali. 

La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al domandar precorre. 

In te misericordia, in te pietate,
In te magnificenza, in te s'aduna
Quantunque in creatura è di bontate!

vignetta, il personaggio dice: non tutte ledomande dell'universo hanno una risposta... io sono una di quelle !!!

Le 10 domande più importanti della nostra vita

  1. Venire al mondo è una fortuna o una maledizione?
  2. Dove vado e cosa sono venuto a farci in questo mondo?
  3. È più logica la fede nell’adilà o la miscredenza?
  4. Una Verità esiste sempre, oppure non esiste mai alcuna certezza?
  5. È meglio essere soli o male accompagnati?
  6. È vero che il contrario di una verità è un’altra verità, o no?
  7. Non credi che la logica sia intimamente radicata nell’universo?
  8. A questo mondo è meglio essere intelligenti o… furbi?
  9. È vero che chi ben comincia è alla metà dell’opra, o no?
  10. Si suol dire che “chi fa da sé fa per tre e chi semina vento raccoglie tempesta”. È vero o no?

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disegno a china di un viale di un cimitero molto realistico a sinistra un muro che delimita il cimitero a destra una cappella e un muro più piccolo che delimita delle aree riservate

Giovanni Pascoli - Myricae - Il giorno dei morti

Il poeta Giovanni Pascoli inserì nella raccolta Myricae questo suo elaborato.

IL GIORNO DEI MORTI

Io vedo (come è questo giorno, oscuro!),
vedo nel cuore, vedo un camposanto
con un fosco cipresso alto sul muro.

E quel cipresso fumido si scaglia
allo scirocco: a ora a ora in pianto
sciogliesi l’infinita nuvolaglia.

O casa di mia gente, unica e mesta,
o casa di mio padre, unica e muta,
dove l’inonda e muove la tempesta;

o camposanto che sì crudi inverni
hai per mia madre gracile e sparuta,
oggi ti vedo tutto sempiterni

Il poeta nella cella, scamiciato, malaticcio spingendo un manoscritto sotto il piede convulso, squadra con uno sguardo che il terrore infiamma la scala vertiginosa in cui s'inabissa la sua animaTasso in prigione - dipinto olio su tela di Eugene Delacroix - 1839

Per fortuna che i peccati capitali sono solo 7 sennò vai a capire quanto tempo ci sbarberei un giorno in Purgatorio prima di essere ammessa all'Olimpo dei vestiti di bianco in Paradiso e anche lì è tutto in forse perchè alla prima riunione indetta per inserire colori un po'sgargianti nelle divise, un po' di musica dance anni 80 o appena mi vedono leggere l'amante di Lady Chatterley mentre mangio cioccolato fondente 75% come fosse acqua, mi ributtano di corsa nel limbo.

un fotogramma del film

Invictus

l'Invictus è una poesia scritta dal poeta inglese William Ernest Henley sul letto di un ospedale. Il titolo proviene dal latino e significa "non vinto", ossia "mai sconfitto". Fu composta nel 1875 e pubblicata per la prima volta nel 1888 nel Book of Verses ("Libro di Versi") di Henley.
La poesia è famosa anche perché era letta ogni giorno da Nelson Mandela per alleviare gli anni della sua prigionia durante l'apartheid. Per questo è anche citata nel film Invictus - L'invincibile, del 2009, diretto da Clint Eastwood con Morgan Freeman e Matt Damon, in cui doppiaggio e titolatura in italiano hanno preferito la traduzione libera di invictus con invincibile, anziché con il significato più corretto di invitto, imbattuto, indomito.

Testo Inglese | Italiano
Inglese
Italiano
   
Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.
Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un abisso che va da un polo all'altro,
Ringrazio qualsiasi dio esista
Per la mia indomabile anima.
In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.
Oltre questo luogo di collera e di lacrime
Incombe solo l'Orrore delle ombre,
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.
It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:

I am the captain of my soul.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

una ragazza legge un libro rosa

Caligola -che dal nome dell'imperatore folle non promette affatto bene- sta per arrivare e ad Arezzo la gente ha pensato bene di andare in ferie: schiere di negozi chiusi, serrande grigie abbassate, panchine al parco prenotate dal giorno prima e a chi come me frigge dal caldo in questi giorni le alternative per prendere un po' di fresco sono poche. Rinchiudersi nei supermercati che sembrano diventati luoghi di posteggio per frescheggiare, la nuova Lignano d'Arezzo, e le librerie tra i cui scaffali mi nascondo abbastanza bene con i miei nuovi occhiali da Harry Potter. La miopia fa tanto intellettuale.

Una donna (probabilmente) di cui si intravedono solo le mani ben curate con le unghie corte, sta leggendo un !ibro davanti ad un camino acceso e con una coperta con le frange a righe scozzesi di colore beige sulle gambe

I libri ci fanno sognare, ci aiutano a sviluppare la nostra immaginazione. Tutto questo è molto romantico, in effetti, ma leggere un libro ha degli effetti reali sulla nostra mente. Un libro, infatti, fa accadere alcune cose nel nostro cervello: ci aiuta a diventare più empatici ma può succedere anche che pensi di aver sperimentato sensazioni ed esperienze che invece abbiamo solo letto. Ci credete? Questo è lo studio proposto da Open Education Database, che ha stilato la classifica delle cose che succedono nella nostra mente quando leggiamo un libro.

un quadro raffigurante il Manzoni sembra un lord inglese di una certa età con le basette grosse e lunghe, ma senza barba. fronte alta volto triangolare con muso molto a puntaAlessandro Francesco Tommaso Antonio Manzoni
(Milano, 7 marzo 1785 – Milano, 22 maggio 1873)
è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo italiano.

Resurrezione

di Alessandro Manzoni

È risorto: il capo santo
più non posa nel sudario
è risorto: dall'un canto
dell' avello solitario
sta il coperchio rovesciato:
come un forte inebriato,
il Signor si risvegliò

Era l'alba; e molli il viso
Maddalena e l'altre donne
fean lamento in su l'Ucciso;
ecco tutta di Sionne
si commosse la pendice
e la scolta insultatrice
di spavento tramortì
Un estranio giovinetto
si posò sul monumento:
era folgore l'aspetto
era neve il vestimento:
alla mesta che 'l richiese
dié risposta quel cortese:
è risorto; non è qui.

un uomo sovrappeso sbattuto sul divano

Accidiarsi

Quello che direbbe il colpevole
col sentimento del fiacco volere,

senza neanche il punto esclamativo
che già sarebbe affermazione,

ma invece,
con lieve sospiro.

Risacca

Accanto a me 
solo quanto indugia, 
sulla battigia del mare 
che qui risacca.

Vago naufragio 
ove vortica l’acqua 
che poi risucchia.

Di suoni decora il tramonto, 
scruto l'oro, 
sulla linea rossa dell'orizzonte.

Mie, 
le forme del suo nome.

Solo tue, 
quelle disegnate 
nell'andar via d'onda 
che l'obliano.

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