NiceDie.it

Affronta la tua giornata con una sana risata
Lo sapevi che?

Lo sapevi che?

Piccole e Grandi curiosità, pillole di Cultura, qualche volta una piccola lista di cose che è meglio sapere prima di affrontare la giornata. Una rubrica "quasi" quotidiana... per non farsi mai trovare "impreparati".

La terra divisa in due teoricamente allineati i raggi del sole perpendicolarmente con l'asse

L'inizio della Primavera non è da confondersi con L'Equinozio

L’equinozio di marzo può cadere il 19, il 20 oppure il 21. La Primavera astronomica comincia subito dopo l'equinozio di marzo, ma il primo giorno di Primavera è convenzionalmente stabilito per il 21 marzo.

Quindi ufficialmente oggi NON è Primavera...

Equinozio

Sostantivo

Etimologia

Il termine Equinozio derivsa dal latino aequĭnoctĭum, derivato a sua volta dalla locuzione aequa nox = notte uguale (per durata al dì).

Significato

L'Equinozio è quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest'ultimo si trova allo zenit dell'equatore. Esso ricorre due volte durante l'anno solare e, in tale momento, il periodo diurno (ovvero quello di esposizione alla luce del Sole) e quello notturno sono uguali, giungendo i raggi solari perpendicolarmente all'asse di rotazione della Terra. Gli equinozi occorrono a circa sei mesi di distanza l'uno dall'altro, più precisamente a marzo e a settembre del calendario civile; insieme ai solstizi, marcano il momento di avvicendamento delle stagioni astronomiche sulla Terra. Nell'emisfero boreale l'equinozio di marzo segna la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, mentre quello di settembre termina l'estate e introduce l'autunno. Viceversa accade nell'emisfero australe, dove l'autunno entra all'equinozio di marzo e la primavera in quello di settembre.

maschera del carnevale di Venezia

Carnevale è la festa più amata dell’anno e, per i religiosi che rispettano la Quaresima, l’ultima occasione di fare “il pieno” di festa prima dei lunghi giorni di penitenza e digiuno. Dato che dipende dalla Pasqua, Carnevale non ha una data sempre precisa. Per sapere quando cade, basta prendere in considerazione la domenica di Pasqua (che cade sempre tra il 22 marzo e il 25 aprile) e sottrarre sei settimane: le prime cinque sono di Quaresima, la sesta è dedicata al Carnevale.

La durata dei festeggiamenti varia un po’ a seconda delle tradizioni presente in tutta Italia. Nonostante questo, martedì grasso è sentito da tutti come la “giornata ufficiale del Carnevale“. Questo perché martedì grasso è l’ultimo giorno di festa e quindi l’ultima occasione per darsi alla pazza gioia. Secondo la tradizione cristiana, martedì grasso rappresentava la vigilia della Quaresima. Quindi si approfittava di questo giorno festoso per abbuffarsi a più non posso di cibi vietati nelle settimane successive portando all’estremo la tendenza iniziata con giovedì grasso. Oggi la ricorrenza ha perso gran parte della sua connotazione religiosa. Tuttavia rimane affermata la sua occasione di festa e divertimento soprattutto per i più piccoli.

A seconda della località, Carnevale può durare due settimane ed è un periodo in cui si balla, ci si maschera e si commettono azioni di licenziosità. Il carnevale è solitamente festeggiato da nazioni cattoliche del Sud Europa e dell’ America Latina.

foto di un particolare di una escavatrice, il pistone principale con i suoi tubi id collegamento

Si dice [sistema idraulico] oppure [sistema oleodinamico]

Ovviamente stiamo parlando di quei sistemi che permettono i movimenti dei bracci meccanici. Lo strumento che permette il movimento si chiama attuatore.
Quando sono in gioco relativamente basse forze possono funzionare ad aria compressa, in questo caso si chiamano [sistemi pneumatici] hanno il contro di lavorare con meno energia ma il pro di essere più veloci e semplici.
Quando sono in gioco alte forze possono funzionare ad olio, in questo caso si chiamano [sistemi oleodinamici] hanno il pro di lavorare con molta energia ma il contro di essere più lenti e complicati.
Certo, oggi esistono anche sistemi misti o completamente elettrici (come i servosterzo delle auto moderne e i bracci dei nostri cancelli), questi hanno il pro di essere semplici, miniaturizzati e relativamente veloci, ma ne parleremo un'altra volta.

Veniamo però al dunque della domanda, quelli ad olio, si chiamano oleodinamici o idraulici?

Certo l'olio è un liquido e spesso le leggi che regolano questi sistemi sono sicuramente idrauliche, quindi non è completamente sbagliata la definizione [sistema idraulico] tuttavia può essere fuorviante. Il sistema idraulico in una auto è quello di raffreddamento, in tutte le case il sistema idraulico è quello che porta acqua in alcune stanze. Per i sistemi ad olio è sicuramente più corretto utilizzare la definizione oleodinamico.

dei ragazzi davanti ai computer

Una risposta ha provato a darla il settimanale «Panorama» che in una lunga inchiesta ci presenta i "46 lavori del 2030". Si parte da tre certezze: ognuno nel corso della vita farà almeno due o tre lavori diversi; molti dei lavori del futuro, oggi, non esistono; la chiave per trovare un buon impiego sarà l'adattabilità.

un ripiano, appoggiati ad esso dei calchi in gesso, in alto una finestra basculante, una borraccia appesa, un quadretto sul muroL'Atelier dell'artista: un daguerréotype del 1837 realizzato dall'inventore di questo procedimento fotografico, Louis Jacques Mandé Daguerre.

Dagherrotipia

Sostantivo femminile

Etimologia

Il termine Dagherrotipia deriva da dagherrotipo (processo fotografico) da Daguerre = cognome di colui che è riconosciuto universalmente come l'inventore di questo processo fotografico.

Significato

La dagherrotipia fu il primo procedimento fotografico per lo sviluppo di immagini (tuttavia non riproducibili). Messo a punto dal francese Louis Jacques Mandé Daguerre da un'idea di Joseph Nicéphore Niépce e del figlio di questi, Isidore, venne presentato al pubblico nel 1839 dallo scienziato François Arago, presso l'Académie des Sciences e dell'Académie des Beaux Arts.

Il dagherrotipo è il risultato del procedimento, cioè l'immagine fotografica.

una stella isolata molto brillante nel buio

La cometa di Natale esiste davvero. Ecco come e quando avvistarla

Nell’immaginario di tutti, sin da bambini, esiste una stella che brilla più delle altre: si tratta della stella cometa, proprio quella che ha illuminato il sentiero dei re Magi e che è presente in ogni presepe della tradizione. Ma la cometa di Natale non è solo qualcosa di favolistico: esiste davvero ed è visibile proprio in questi giorni. Basta un binocolo, puntato al cielo, per ammirarla, soprattutto se, dando un'occhiatina alla fase lunare, ci troviamo vicino alla luna nuova cioè buia.

una teiera con due tazze, piattini, tutto trasparente su di un tavolo bianco contengono tè

Parliamo della tipica bevanda calda inglese: ma qual è la forma corretta per scriverne il nome tra te, tè, the, thè e tea? E, soprattutto, come si scrive in italiano?

Prima di spiegare qual è la forma giusta è bene soffermarci sul significato del pronome personale "te" e in che modo bisogna utilizzarlo.

Prima di tutto una breve distinzione, quella cioè che caratterizza i pronomi personali, le cui forme sono di due tipi:

soggettive, che servono per il soggetto (io, tu, egli)

oblique, che servono per i complementi diretti e di termine (ho visto te, l’ho portato a te)

Secondo le regole della grammatica italiana, il pronome personale "tu" si usa sempre con valore di soggetto: hai mangiato tu la mela. In alcuni casi, però, con la stessa funzione può essere utilizzato anche il pronome obliquo "te": beato te che hai finito; ne so quanto te.

Allo stesso modo "te" è usato ricalcando forme dialettali: io vado, vieni anche te?  Con funzione di complemento insieme a verbi come essere, sembrare e parere: faccio diversamente, io non sono come te o accompagnato da un participio assoluto: ho nominato tutti, compreso te.

Fatta questa doverosa precisazione sul significato e su come si scrive "te", procediamo con il nostro quesito iniziale, escludiamo "te" perché abbiamo visto che è un'altra cosa.

Spesso, soprattutto nella lingua scritta, se vogliamo riferirci alla bevanda, facciamo confusione tra le forme tè, the e tea: qual è quella giusta e come si scrive in italiano?

Fermo restando che la variante inglese corretta è tea (mentre the, com’è noto, è l’articolo determinativo utilizzato sempre in questa forma, a prescindere dal genere e dal numero del sostantivo cui si riferisce), la parola italiana corretta per indicare la bevanda calda è , mentre le forme accentate thè e thé sono errate e assolutamente da evitare: sono, infatti, una sorta di "compromesso" tra l’italiano e le suddette grafie straniere, per cui è sempre meglio utilizzare la forma corretta italiana "tè" o quella inglese "tea".

è la grafia corretta, usata sia per indicare la pianta asiatica delle teacee che la gustosa bevanda inglese nella lingua italiana. Cosa peraltro confermata dall’Accademia della Crusca.

un dipinto, gli apostoli raccolti, dal cielo appare una colomba e un fascio di luce"La Pentecoste" del pittore fiammingo Jan Anton Garemyn

Pentecoste

Nonostante sia forse meno conosciuta, si tratta di una delle ricorrenze cristiane più importanti dell'anno liturgico.

Etimologia

Il termine Pentecoste deriva dal greco pentēkostḗ (hēméra) = "cinquantesimo" (giorno).

Significato

La Pentecoste celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti insieme nel Cenacolo, il luogo dove avvenne l'ultima cena di Gesù.

Periodo

Cade esattamente cinquanta giorni dopo la Pasqua.

Origini

Nella tradizione ebraica la Pentecoste si chiamava Shavuot ed era una festa agricola in cui si ringraziava Dio per i doni offerti dalla terra. Si celebrava anche in questo caso 50 giorni dopo la Pasqua ebraica e coincideva con l'inizio della mietitura e la raccolta dei primi frutti. Con il tempo la celebrazione si è poi arricchita di un ulteriore significato, che permane ancora oggi, ossia il ricordo del giorno in cui Dio consegnò a Mosè le Tavole della Legge sul Monte Sinai.

La Pentecoste cristiana

Secondo la tradizione, il primo a parlare di Pentecoste in onore dello Spirito Santo fu Tertulliano (150-230 d.C.), uno dei più famosi apologisti cristiani dell'epoca. Alla fine del IV la Pentecoste risulta un festa già ben definita, in occasione della quale venivano battezzati i catecumeni che non avevano potuto ricevere questo sacramento a Pasqua. In principio la ricorrenza durava una settima: nei secoli i giorni sono stati via via ridotti, fino ad arrivare al 1911, quando la Chiesa cattolica di papa Pio X abolì anche il lunedì di Pentecoste, che tuttavia è ancora giornata festiva ad esempio in Alto Adige, in Francia e nei Paesi protestanti.

Perché si festeggia la Pentecoste?

Perché di fatto la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli, segna l'inizio della missione della Chiesa. Questo il passaggio raccontato negli Atti degli Apostoli: " Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi".

Alcuni simboli: un ferro da cavallo un peperoncino, una coccinella, incrociare le dita, un quadrifoglio, un gatto nero...

Significato del termine [superstizione]

Con il termine superstizione indichiamo credenze di natura irrazionale quando influiscono sul pensiero e sulla condotta delle persone. In particolare chi è superstizioso crede che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che invece vi sia una relazione causale.

Etimologia del termine superstizione

Superstizione è una parola che deriva dal latino superstitiònem, composto da sùper (sopra) e stìtio (stato), sulla base di "stàre" o "sìstere". Il termine viene impiegato da Cicerone nel De natura deorum per indicare coloro che insistentemente si rivolgevano alla divinità con preghiere, voti e sacrifici, affinché serbassero i loro figli "superstiti" (cioè sani e salvi). Da qui il termine, come espressione di atteggiamento di pavido uso del soprannaturale con lo scopo di scamparla.

Pagina 1 di 16

Web Traffic (solo Italia)

Per il momento Oggi569
Ieri1792
Settimana Scorsa11065
Mese Scorso43991
Da Gennaio 20151692083

Google-PageRank Checker
Powered by CoalaWeb

Log in/Log out