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Acrimònia

Letteralmente: asprezza.

Etimologia

Dal latino: acrimònia derivato da "acer" = acre.

Significato
  1. In senso figurato: asprezza, livore, acredine; una risposta piena di acrimonia; è un uomo pieno d’acrimonia.
  2. In origine era un termine medico che indicava alterazione deli umori.
Aggettivo

Acrimonióso: pieno di acrimonia, aspro, acido: un critico acrimonioso.

Avverbio

Acrimoniosaménte: con acrimonia, rispondere, reagire acrimoniosamente.

Sinonimi

Acredine, asprezza, astio, malevolenza, cattiveria, malignità, livore, rancore.

Contrari

Dolcezza, gentilezza, amabilità

Plinio il giovane

disegno in china del persoaggio capelli ricci viso allungato, bello, giovane, barbina ricciaGaio Plinio Cecilio Secondo, nato Gaio Cecilio (in latino Gaius Plinius Caecilius Secundus), è stato un avvocato, scrittore e magistrato romano, conosciuto come Plinio il Giovane per distinguerlo dallo zio materno Plinio il Vecchio: lo zio lo adottò dopo la morte del padre, gli diede il proprio nome e si occupò della sua educazione.
(61 o 62 – 114 circa)

Versione latino

Cònsul voci laterique

Analsi del testo

Risparmia la voce ed i polmoni

Questo detto latino, come spesso accade, si usa ancora oggi, quando è inutile parlare.

una ragazza stremata con la lingua da fuori

Gli scioglilingua

Gli scioglilingua, detti anche scioglilingue, sono delle frasi che intenzionalmente mettono in difficoltà la nostra capacità di pronunciarle.
Il bello degli scioglilingua infatti è sfidare sè stessi a pronunciarli il più velocemente possibile senza fare errori… ma il divertimento sta proprio quando si inciampa e ci si aggroviglia tra le parole.
Prova anche tu da solo o insieme ai tuoi amici!

Gli scioglilingua più famosi

  • Trentatré trentini entrarono a Trento, tutti e trentatré trotterellando.
  • Li vuoi quei kiwi? E se non vuoi quei kiwi che kiwi vuoi?
  • A quest’ora il questore in questura non c’è.
  • Treno troppo stretto e troppo stracco stracca troppi storpi e stroppia troppo
  • Una platessa lessa lesse la esse di Lassie su un calesse fesso.
  • Ma fossi tu quel barbaro barbiere che barbassi quella barba così barbaramente a piazza Barberini.
  • Se oggi seren non è, doman seren sarà, se non sarà seren si rasserenerà.
  • Tito, tu m’hai ritinto il tetto, ma non t’intendi tanto di tetti ritinti.
  • Una rana nera e rara sulla rena errò una sera.
  • Assolto in assise l’assassino dell’assessore di Frasassi in missione segreta a Sassari.
  • Eva dava l’uva ad Ava, Ava dava le uova ad Eva, ora Eva è priva d’uva mentre Ava è priva d’uova .
  • Sul tagliere gli agli taglia non tagliare la tovaglia la tovaglia non è aglio se la tagli fai uno sbaglio.
  • Forse Pietro potrà proteggerla.
  • Caro conte chi ti canta tanto canta che t’incanta.
  • Chi ama chiama chi ama, chiamami, tu che chi ami chiami. Chi amo chiamerò se tu non chiami.
  • In un pozzo poco cupo si specchiò una volta un lupo, che nel cupo pozzo andò a sbattere di cozzo con un cupo tonfo fioco da smaltire a poco a poco e credette di azzanare un feroce suo compare, ma rimase brutto e cupo il feroce lupo
  • Filastrocca sciogligrovigli con la lingua ti ci impigli ma poi te la sgrovigli basta che non te la pigli
  • Filo fine dentro il foro, se l’arruffi non lavoro, non lavoro e il filo fine fora il foro come un crine.
  • Guglielmo coglie ghiaia dagli scogli scagliandola oltre gli scogli tra mille gorgogli.
  • Ho in tasca l’esca ed esco per la pesca, ma il pesce non s’adesca, c’è l’acqua troppo fresca. Convien che la finisca, non prenderò una lisca! Mi metto in tasca l’esca e torno dalla pesca.
  • Sa chi sa se sa chi sa che se sa non sa se sa, sol chi sa che nulla sa ne sa più di chi ne sa.
  • Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.
  • Sotto un cespo di rose scarlatte offre il rospo té caldo con latte. Sotto un cespo di rose paonazze tocca al rospo sciacquare le tazze.
  • Stiamo bocconi cogliendo cotoni, stiamo sedendo cotoni cogliendo.
  • Quanti rami di rovere roderebbe un roditore se un roditore potesse rodere rami di rovere?
  • Il cuoco cuoce in cucina e dice che la cuoca giace e tace perché sua cugina non dica che le piace cuocere in cucina col cuoco.

uno schema da sinistra una cellula al cui interno ci sono i cromosomi al cui interno ci sono le spirale di DNA al cui interno ci sono i Geni

Quando in biologia ci addentriamo nel complesso mondo della genetica, il primo elemento che incontriamo è il gene. Tutti quei tratti erditari che vengono trasmessi dai genitori tramite il DNA (conosciuto anche come acido desossiribonucleico) vengono chiamati "geni". Si tratta sostanzialmente di unità ereditarie che contengono una serie di istruzioni valide a creare un nuovo essere vivente. Il corredo genetico di ciascuno di noi infatti determina ciò che siamo, il nostro aspetto esteriore, la nostra predisposizione alle malattie, e così via. Grzie ai geni, le proteine e l'acido ribonucleico, ossia l'RNA, vengono sottoposte ad un processo di sintesi, utile a regolare il ciclo vitale di ciascun essere vivente. Ogni gene trova la sua collocazione in una porzione di cromosoma, detta "locus". Un cromosoma può dunque contenere diversi geni, dislocati su vari punti specifici. Le varie collocazioni differenziano tra loro gli esseri viventi.

uno schema genetico gli alleli sono dei vermetti più o meno dritti ma con trattini trasparenti

Gli esseri umani sono organismi che contengono una serie di caratteri ereditari. Ciascuno di essi trasporta in sé delle cellule diploidi, le quali possiedono due geni. Il gene paterno e quello materno si uniscono, dando origine ad una coppia genica. In essa possiamo trovare due varianti molecolari di uno stesso gene, che vengono chiamate alleli. Secondo la "Legge di Mendel" , gli alleli possono essere uguali oppure diversi tra loro in base al prodotto risultante dal processo di meiosi cellulare. La loro natura dipende altresì dall'assestamento genetico portato dalla fecondazione. Quando una coppia genica di alleli presenta due elementi uguali, si parla di condizione omozigote. Quando invece gli alleli sono diversi, parleremo di condizione eterozigote.

una immagine dell'abbattimento la folla, una sezione che cade e compare qualcuno dall'altra parte, anche un pezzo di cielo all'orizzonte

Muro di Berlino

Il 9 novembre 1989 (30 anni fa) fu abbattuto il Muro di Berlino, la catena di fortificazioni che separava Berlino Ovest, liberale e democratica, da Berlino Est, socialista e filosovietica. È considerato il simbolo della cortina di ferro, la divisione ideologica, politica ed economica che ha diviso l’Europa per decenni, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il Muro fu costruito il 13 agosto 1961, e per 28 anni impedì agli abitanti di Berlino Est di fuggire dal dominio sovietico passando dall’altro lato della città. Si calcola che nel corso dei 28 anni circa 130 persone sono state fucilate dalla polizia mentre tentavano di scavalcare il muro. Il Muro fu abbattuto, e fu permessa ai cittadini la libera circolazione in territorio germanico. Per ricordare quel giorno, vi proponiamo alcuni aforismi secondoil nostro stile:

Aforismi e citazioni sul Muro di Berlino

  • Il Muro esisterà ancora fra cinquanta e anche fra cento anni, fino a quando le ragioni della sua esistenza non saranno venute meno.
    (Erich Honecker)
  • Lo spirito della rivoluzione pacifica che nel 1989 ha portato alla caduta del Muro di Berlino e l’anno successivo alla Riunificazione della Germania, deve essere preso da esempio per i giorni nostri, anche per superare la crisi.
    (Angela Merkel)
  • L’obiettivo del muro: evitare che il popolo della Germania socialista potesse scappare nel mondo normale. Il muro fu costantemente perfezionato e rinforzato, trasformato da un normale muro in un sistema insormontabile di ostacoli, trappole, segnali elaborati, bunkers, torri di guardia, tetraedri anticarro e armi a sparo automatico che uccidevano i fuggitivi senza bisogno di intervento da parte delle guardie di confine. Ma più lavoro, ingenuità, denaro e acciaio i comunisti mettevano per migliorare il muro, più chiaro diventava un concetto: gli esseri umani possono essere mantenuti in una società comunista solo con costruzioni impenetrabili, filo spinato, cani e sparandogli alle spalle. Il muro significava che il sistema che i comunisti avevano costruito non attraeva, ma repelleva.
    (Viktor Suvorov)
  • I muratori della nostra capitale sono essenzialmente occupati alla costruzione di alloggi. Nessuno ha l’intenzione di costruire un Muro.
    (Walter Ulbricht)
  • Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. Se sono stato informato correttamente quest’ordine diventa efficace immediatamente.
    (Gunther Schabowsky)
  • Tutti gli uomini liberi, ovunque si trovino, sono cittadini di Berlino. Come uomo libero, quindi, mi vanto di dire: Io sono un Berlinese.
    (J.F.Kennedy)
  • Signor Gorbaciov, se lei cerca la pace, se cerca prosperità per l’Unione Sovietica e per l’Europa dell’Est, venga a questa porta, apra questa porta, abbatta questo muro.
    (Ronald Reagan parlando davanti alla Porta di Brandeburgo nel 1987)

Luciano ha quel che si dice una faccia simpatica da filosofo napoletano. Capelli bianchi ordinati barba corta completa ma ordinata occhi chiari svegli

Luciano De Crescenzo

(1928 – 2019), è stato uno professore, filosofo, scrittore, regista e attore italiano.

Aforismi di Luciano De Crescenzo

  • Nessuno è più infelice di un guardone in un campo di nudisti.
  • Non conviene fare sesso. Dura poco, si fa una gran fatica e la posizione è ridicola.
  • La vita potrebbe essere divisa in tre fasi: Rivoluzione, Riflessione e Televisione. Si comincia con il voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali.
  • I vecchi che posseggono il senso dell'umorismo hanno diritto al trenta percento di sconto sull'età.
  • Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
    - Ne sei sicuro?
    - Non ho alcun dubbio!
  • Chissà se nei no global è più forte la pietà per i poveri o l'invidia per i ricchi. Un dubbio viene vedendo le merci che scelgono durante gli "espropri" nei supermarket: champagne e televisori al plasma.
  • In genere passiamo la gioventù a rovinarci la salute e la vecchiaia a curarla.
  • Due rette parallele s'incontrano solo all'infinito quando ormai non gliene frega più niente.
  • Cominciamo dai più piccoli, dai ragazzini delle elementari, e spieghiamo loro che cos'è il rispetto verso i deboli. Chissà che col tempo non diminuiscano anche gli stupri.
  • La povertà del futuro sarà l'ignoranza, e le differenze sociali degli anni a venire saranno stabilite, più che dal denaro, dalla cultura di chi sa qualcosa e di chi non sa niente.

una catena, collare apparentemente per un cane, libera nel vuoto

Incoercibile

Aggettivo

Etimologia

Il termine Incoercìbile deriva dal latino: incoèrcere, composto da in- = (senso negativo) + coèrcere = "reprimere", "restringere", a sua volta composta da cum = "con" + arcere = "rinchiudere", "trattenere".

Significato
  1. In fisica Incoercìbile è la materia non comprimibile; detto in passato dei gas che si riteneva non si potessero liquefare per quanto compressi, e anche di alcune entità fisiche come il calore, l’elettricità, il magnetismo.
  2. In medicina  l'ernia incoercibile, è quella non più riducibile per eccessivo volume.
  3. In senso figurato e più comunemente  Incoercìbile è ciò che non può essere frenato, che non si può impedire o reprimere: impeto, impulso, vitalità incoercibile; vitalità, slancio incoercibili; incoercibile desiderio di libertà.
Avverbio

L'Incoercibilménte è ciò che fa in modo da iimpedire di essere represso o frenato: la rabbia lo spingeva incoercibilmente a gridare.

Sostantivo

L'Incoercibilità è il carattere o la qualità di ciò che è incoercibile: l'incoercibilità di quel soggetto è incredibile.

Sinonimi

(In fisica) incomprimibile, incompressibile.
(In senso figurato) incontenibile, irrefrenabile, inarrestabile, irriducibile.

Contrari

Frenabile, arrestabile, coercibile.

una foto di un truologo glaciale, una lingua di ghiaccio in una spaccata in montagnaEvidenziato dalla linea tratteggiata rossa, il solco del trògolo glaciale.

Trògolo o Truògolo

Etimologia

Il termine trògolo deriva dal longobardo: troga = "vassoio con incavo per scolare".

Significato
  1. Il trògolo è una vasca quadrangolare, generalmente all'esterno e in muratura, usata per farvi il bucato, risciacquarvi ortaggi o altro.
  2. È un trògolo anche il recipiente o tronco d’albero scavato, dentro il quale si mette il mangiare per i maiali. 
  3. In varie lavorazioni artigianali, il trògolo è un recipiente in murcialeatura, cemento, legno o altri materiali, usato specialmente in passato per vari scopi: trogolo dei muratori, dell’arrotino.Trogolo dei conciatori, calcinaio.
  4. Viene denominato trògolo anche il dispositivo atto a incubare le uova dei pesci, negli allevamenti ittici: trogolo d’incubazione.
  5. In geografia il truogolo glaciale, è una valle glaciale modellata a forma di doccia o a formare una U da un ghiacciaio.
Origine comune

Quello che lega gli oggetti che possono essere definiti trogolo è il becco o un lato con cui è possibile rovesciare più facilmente il contenuto.

una superficie quadrettata planare curva

Superfice o Superficie?

Il dubbio è sempre dietro l’angolo ed è davvero facile confondersi!
Ecco la forma corretta:

Superficie

Sostantivo femminile

Etimologia

Il termine Superficie deriva dal latino superficies composto da super- = prefisso che indica "superioriore" + facies = "faccia".

Significato
  1. La Superficie è il contorno di un corpo in quanto si pone come limite fra lo spazio esterno e quello occupato dal corpo stesso: la superficie di una tavola.
  2. Più precisamente in geometria la Superficie  è il piano esterno e visibile che delimita un corpo nello spazio.
  3. In senso figurato, la Superficie è l'apparenza, l'esteriorità: fermarsi alla s.; esaminare in superficie, senza approfondire le cause.
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