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Umorismo per Adulti

Guido di Rado in un locale per una dimostrazione sta versando un vino, si vedono tre bicchieri di vini diversi

Quella del sommelier è una professione molto dinamica, in continua evoluzione e che richiede aggiornamenti costanti, ma offre un notevole sbocco di lavoro. Le donne, anche se al momento sono solo il 25%, risultano molto brave in questa professione perché hanno dimostrato di avere un palato particolarmente sensibile e una fantasia maggiore.

L'intrusione e la diffusione del termine sommelier sono stati determinati dalla forza acquisita dalla grandeur francese, in grado di costruire e spingere appellativi tecnici nel mondo come nessuna altra nazione. In questo caso parliamo della figura del professionista del servizio del vino, precedentemente in Italia "Coppiere" o "Bottigliere".

spiegazione sottoAchille e Aiace giocano ai dadi (particolare dell'anfora a figure nere di Exachias; Musei Vaticani).

Ancestràle

Aggettivo.

Etimologia

Dal latino: antecessor = "predecessore".

Significato
  1. Ancestrale in generale indica qualcosa di molto antico. Avito, atavico: terrori ancestrali
  2. Ancestrale può anche riguardare un passato remoto, spesso con riferimento a dati e a motivi della discendenza e della tradizione sentiti come reconditi e inspiegabili, fuori dalla razionalità. E così, come in un rito ancestrale.
  3. In biologia: organo ancestrale, si dice di quello che si riscontra in animali fossili e che nelle specie viventi è atrofizzato o diversamente sviluppato.
  4. In genetica: tratto ancestrale, è il carattere plesiomorfo.
  5. Nella vinificazione: con metodo ancestrale si intende la rifermentazione in bottiglia, che genera le bollicine di anidride carbonica all’interno del vino, senza l'aggiunta di zuccheri, utilizzando unicamente quelli rimasti dopo la prima fermentazione. È un metodo impraticabile in Champagne, dove le uve non avranno mai la quantità di zuccheri necessaria per sviluppare il 12,5% di alcol e una pressione i 5 atmosfere. Ancestrale, perché un tempo era questo l’unico modo per ottenere vini frizzanti.
Sinonimi

Atavico, avito, primigenio, primordiale.
(che è sentito profondamente) congenito, connaturato, ingenito, innato, profondo, radicato.

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Proverbio

Laudato vino non opus est hedera.Latine loqui

Dove si bene vino buono non serve insegna. 

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Mero                                       La cultura a portata di mano

Etimologia

Dal latino: merus = puro, semplice.

Significato

Presso i Romani "merum" era riferito al vino (puro-schietto) non mescolato con acqua.

Nell'uso odierno: schietto, puro; queste sono mere menzogne, ho dovuto eseguire il lavoro per mera necessità, mi sono attardato a vedere l'incidente per mera curiosità.
(Dante) come raggio di sole in acqua mera; (Manzoni) questo è un di più, un mero di più.
Anticamente mero veniva usato con significato di lucente, sfavillante: (Dante) e vidi le sue luci tanto mere.

Avverbio

Meramente; puramente, semplicemente; è una presenza meramente formale.

Sinonimi

Autentico, buono, genuino, naturale, puro, reale, sano, schietto, semplice, solo, vero.

Contrari

Impuro, opaco, sporco, torbido.

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Rosso Piemonte - Nebbiolo, Barbera, Barbaresco e Barolo

Nebbiolo, Barbera, Barbaresco e Barolo: vini che non conoscono crisi. Merito di un Terroir eccezionale e di una tradizione antichissima che nelle Langhe si esalta.

una asse di una botte con incrostazioni da vino

Grómma

Dal tedesco-svizzero: [grummele]. Dal latino: [grūma, gromma].

Significato
  1. Incrostazione prodotta dal vino sulle pareti interne delle botti; il buon vino fa gromma e il cattivo muffa; con senso analogo, ma figurato, in Dante: sì ch’è la muffa dov’era la gromma, c’è il male dove prima era il bene.
  2. Per estensione: incrostazione lasciata dall'acqua nelle tubazioni. Incrostazione che si forma nel caminetto delle pipe, in seguito a lungo uso.
Della stessa radice

Grommare: verbo transitivo, incrostare.
Ingrommare e ingrommarsi: incrostarsi di gromma.
Sgrommare: ripulire dalla gromma.
Grommato: participio passato di grommare, incrostato, ammuffito.
Gruma: residuo della combustione del tabacco.

Sinonimi
  1. Gruma, tartaro, crosta, deposito, incrostazione, sedimento. 
  2. (Residuo della combustione del tabacco) gruma.
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IGT, DOC e DOCG - Rosso Piemonte delle Langhe

Il territorio delle Langhe può essere suddiviso in tre zone: Alta, Media e Bassa Langa. Quest'ultima è la terra del Barolo, con rilievi calcarei e argillosi che raggiungono altezze variabili tra i 200 e i 500 metri. Le colline delle Langhe sono generate dal sollevamento dei fondali del primordiale mare Padano, formate da depositi sedimentari che le rendono particolarmente vocate per la viticoltura. Un pellegrinaggio nelle terre del Barolo prevede una guida senza fretta, imboccando magari le stradine di campagna che scorrono tra le vigne e i poderi e fermandosi nei suggestivi paesi considerati ormai luoghi "sacri" dell'enologia mondiale.

BAROLO DOCG

Il vino più famoso in Italia e ne mondo (il re dei vini e il vino dei re, lo definivano), è regolato da un disciplinare che ammette solo uve Nebbiolo, cresciute sulle viti di 11 comuni a sud di Alba, tutti quindi in provincia di Cuneo. Il periodo di invecchiamento deve durare almeno 38 mesi, di cui 18 spesi in legno di rovere. È riserva se l'intervallo si prolunga oltre i 5 anni. Ma i grandi Barolo hanno una longevità che si prolunga oltre i 20 anni. Se alla vista è un vino di color granato pieno e intenso, al naso offre una splendida concentrazione di aromi fruttati e speziati. All'assaggio è infine un'esplosione di frutti rossi, viole appassite, cannella, pepe, vaniglia e talvolta anche liquirizia, cacao, tabacco e cuoio.

BARBARESCO DOCG

Il disciplinare che regola il secondo grande vino di Langa ne impone la produzione nei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e la frazione di San Rocco di Alba. Anche qui, il solo vitigno ammesso è il Nebbiolo, nelle varietà Michet, Lampia e Rosè. Per essere tale, il Barbaresco deve invecchiare almeno 26 mesi, di cui almeno 9 in botti di rovere o castagno. Altro vino granata dai riflessi aranciati, nei suoi migliori esemplari esprime al naso un magnifico sentore di violetta. Al palato è decisamente pieno e robusto ma di una potenza che sa essere al tempo stesso fine e  vellutata.

NEBBIOLO LANGHE DOC

Fratello minore dei nebbioli in purezza (Barolo e Barbaresco), ricavato da uve che crescono nel Cuneese, incarna una piacevole interpretazione del Nebbiolo, anche qui naturalmente in purezza. Rosso rubino dai riflessi aranciati, al naso è piuttosto delicato e al palato si esprime con un corpo interessante e articolato.

BARBERA D'ASTI DOCG

La DOCG Barbera D'Asti impone l'utilizzo di uve Barbera (minimo 90%), completate da uve non aromatiche come Freisa, Grignolino o Dolcetto (massimo 10%), coltivate in 3 sottozone disegnate tra le provincie di Asti e Alessandria: Nizza, Tinella e Colli Astiani. Di un rosso rubino che tende al granato negli esemplari di invecchiamento superiore (il minimo ammesso è 4 mesi), ha un naso speziato e di prugna, frutti rossi più o meno maturi e un gusto variabile a seconda del produttore ma quasi sempre connotato da note balsamiche e floreali. Due le tipologie ammesse dal disciplinare: Barbera d'Asti e Barbera d'Asti superiore.

BARBERA D'ALBA DOC

A differenza dalla "cugina" di Asti, la produzione della Barbera d'Alba è consentita nella sola area di Cuneo. Vino tradizionalmente popolare e da pasto, negli ultimi anni è molto migliorato in conseguenza dell'accuratezza sempre maggiore nei processi di vinificazione e della selezione delle uve. Anche questo vino tendente al rubino e al purpureo ha un naso in cui vincono i frutti di bosco e le spezie e un palato che si esprime con una piacevole acidità. La versione base non prevede invecchiamento minimo, la superiore almeno un anno in botti di rovere o castagno.

BARBERA DEL MONFERRATO DOC

Altra popolare versione della Barbera, si produce tra le province di Asti e Alessandria in versione ferma e frizzante. Vino schietto, da bere giovane, ammette le stesse uve e le stesse percentuali di quella d'Asti: Barbera per la gran parte e Freisa, Grignolino o Dolcetto a correggere. Simili di conseguenza le note: è un rosso rubino, di frutti rossi al naso e gusto pieno. La versione superiore DOCG deve sostare almeno sei mesi nel legno delle botti.

BARBERA PIEMONTE DOC

Ultima DOC da uve Barbera, ha un disciplinare di maglie più larghe: la coltivazione è consentita nelle province di Asti, Alessandria e Cuneo e la percentuale deve essere dell'85%. Rosso rubino dai toni variabili, nelle produzioni migliori ha un bel corpo fresco. Anche in versione Vivace.

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