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Pensieri, Poesie & Libri

Pensieri, Poesie & Libri

«Ogni generazione», nota Leah Price sul New York Times, «riscrive l'epitaffio del libro» e aggiunge «Il digitale non ucciderà i nostri amati libri, pur cambiandone radicalmente la forma e le modalità di accesso e distribuzione»

Diverso invece, e meno esplorato, è il modo in cui si sta trasformando la nostra percezione dell'autore in un mondo in cui non serve necessariamente più il libro per essere autori. Ci sono mille strumenti (dai blog in poi) e la stessa idea di «pubblicazione» non ha più quelle barriere di accesso elevate che in qualche modo davano una certificazione autoriale in funzione della scelta dell'editore.

In questa rubrica esploriamo questo nuovo mondo, parlando anche di poesia e sperando di poter diventare il miglior posto dove trovare il tuo prossimo libro da leggere.

Una famiglia, si intravede solo la sagoma sullo sfondo un'alba

Tempo fa, con mi moglie, andammo a Piacenza a trovare dei suoi parenti. Una sua cugina sempre giovane, aveva raggiunto i 35, ci raccontò della sua eterna lotta con il ragazzo. Tutta la famiglia sembrava subire questa iattura, Nonni, Fratelli, Genitori.

Si prendevano, si lasciavano, convivevano, litigavano. Ci disse che continuava a passare momenti di disperazione, intervallati da momenti di felicità. Momenti di felicità intervallati da momenti disperazione, gli dissi io; ci mise qualche momento per capire.

Allora aggiunsi, ma tu la vuoi una famiglia? Ma certamente fu la risposta decisa.
Aggiunsi: li vuoi dei figli?  Ma certamente fu la risposta.

Ma non subito - si apprestò a rispondere - per i figli poi... e lasciò sospeso il discorso.

Allora io tra lo stupore generale le chiesi: ma tu ci vai dal ginecologo? Ma certamente fu di nuovo la risposta, e aggiunse: regolarmente. Persino la faccia di mia moglie sembrò trasmettermi: che cacchio di domande fai?

Una nave in mezzo ad una tempesta

Mi chiamo Juan Cortez e non sono nulla.

Nel vascello dove sono imbarcato, il Marina, c'erano esperti navigatori, marinai, commercianti e un capitano di tutto rispetto. Io non sono altro che un semplice mozzo, senza nessuna particolare abilità.

Venti giorni fa, tutto è cambiato.

Federico Garcia LorcaFederico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca

(Fuente Vaqueros, 5 giugno 1898 – Víznar, 19 agosto 1936)
Poeta e drammaturgo spagnolo

Notturno

Ho tanta paura
delle foglie morte,
paura dei prati
gonfi di rugiada.
Vado a dormire;
se non mi sveglierai
lascerò al tuo fianco
il mio freddo cuore.

Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!

Ti cinsi collane
con gemme d'aurora.
Perché mi abbandoni
su questo cammino?
Se vai tanto lontana
il mio uccello piange
e la vigna verde
non darà vino.

Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amor mio!

Non saprai mai
o mia sfinge di neve,
quanto
t'avrei amata
quei mattini
quando a lungo piove
e sul ramo secco
si disfa il nido.

Che cosa suona
così lontano?
Amore. Il vento sulle vetrate,
amore mio!

Emily Elizabeth Dickinson

Emily Elizabeth Dickinson

(Am(Amherst, 10 dicembre 1830 – Amherst, 15 maggio 1886) 
Poetessa statunitense. È considerata tra i maggiori lirici del XIX 

Non esiste un vascello veloce come un libro

Non esiste un vascello veloce come un libro
per portarci in terre lontane
né corsieri come una pagina
di poesie che si impenna
questa traversata può farla anche il povero
senza oppressione di pedaggio
tanto è frugale
il carro dell’anima.

Paul Marie VerlainePaul Marie Verlaine
(Metz, 30 marzo 1844 – Parigi, 8 gennaio 1896)
poeta francese.

Poiché l’alba si accende

Poiché l'alba si accende, ed ecco l'aurora,
poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
a ritornare a me che la chiamo e l'imploro,
poiché questa felicità consente ad esser mia,

facciamola finita coi pensieri funesti,
basta con i cattivi sogni, ah! soprattutto
basta con l'ironia e le labbra strette
e parole in cui uno spirito senz'anima trionfava.

David Herbert Richards LawrenceDavid Herbert Richards Lawrence

(Eastwood, 11 settembre 1885 – Vence, 2 marzo 1930) 
Scrittore, poeta, drammaturgo, saggista e pittore inglese.

Notte di dicembre

Togliti la mantella, il cappello
e le scarpe, e fermati al mio focolare
dove nessuna donna si è mai seduta.

Ho acceso il fuoco più vivido; lasciamo
tutto il resto nel buio, e sediamo
accanto alla luce della fiamma.

Il vino è caldo sul focolare;
riflessi vanno e vengono.
Riscalderò con i baci le tua membra
finché risplendano.




Salvatore Quasimodo

(Modica, 20 .08.1901 – Napoli, 14.06.1968)
Poeta italiano, esponente di rilievo dell'ermetismo, ha contribuito alla traduzione di testi classici, soprattutto dei lirici greci e vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1959.

 

Ora che sale il giorno

Finita è la notte e la luna
si scioglie lenta nel sereno,
tramonta nei canali.

E’ così vivo settembre in questa terra
di pianura, i prati sono verdi
come nelle valli del sud a primavera.
Ho lasciato i compagni,
ho nascosto il cuore dentro le vecchie mura,
per restare solo a ricordarti.

Come sei più lontana della luna,
ora che sale il giorno
e sulle pietre batte il piede dei cavalli!

 

Pablo Neruda in una foto in bianco e nero siede su una sedia avanti alla sua casa in riva al mare

Perché tu possa ascoltarmi le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l’uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Senza parole
queste parole
infami parole
vuote parole
inutili parole
flebili parole.
Senza parole.

Pianoforte vendesi - Autore Vitali Andrea - Editore Garzanti #Libri

È la notte dell'Epifania, sera di festa a Bellano. Dal treno scende "il Pianista" - così chiamato per via delle sue mani lunghe e affusolate -, ladro di professione. Piove, fa freddo. Perlustrando le contrade nell'attesa della folla che assisterà alla processione dei Re Magi, il Pianista incappa in un cartello affisso su un vecchio portone: "Pianoforte Vendesi". Incuriosito, dopo aver saputo che l'appartamento è disabitato e visto che il tempo non migliora, rovinando così la festa e soprattutto trattenendo nelle loro case le sue possibili prede, decide di entrare... "Pianoforte Vendesi" è la storia di un ladro che deve scegliere tra le buone e le cattive azioni: il bianco e il nero, come i tasti del pianoforte. I gesti che si troverà a compiere rivelano un grande desiderio di riscattare la sua umanità. Sullo sfondo c'è un'intera collettività, un paese sospeso - per una notte - fra legalità e illegalità, fra lecito e illecito, fra comandamento etico e abitudine. In questo romanzo breve Andrea Vitali ci fa scoprire una Bellano inedita, notturna, forse un po' magica. Tra le strade e nelle case si avverte ancora l'eco, e forse il respiro, di tutti coloro che lì hanno vissuto, gioito, sofferto, sognato, amato. Così, attraverso le atmosfere soffuse e le penombre di "Pianoforte Vendesi", Andrea Vitali rende omaggio alla sua città.

PS Grazie a Luca Macchi per il suggerimento

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