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Il 9 aprile 1860 de Martinville registra per la prima volta la voce umana

Per decenni abbiamo pensato che le prime registrazioni della voce umana si dovessero a Thomas Edison. Dato che fu lui a presentare il 21 novembre del 1877, trent'anni dopo la comparsa del telegrafo, il primo fonografo della storia. O meglio, quello che fino a oggi si credeva essere il primo fonografo della storia. Ma le cose sembra che stiano in modo diverso. Un gruppo di ricercatori americani guidati da David Giovannoni ha scovato in un archivio di Parigi una registrazione di 10 secondi risalente al 9 aprile del 1860 (160 anni fa). È un frammento di una canzone popolare, "Au Clair de la Lune", registrata con un apparecchio in grado di catturare i suoni ma non di riprodurli come invece era capace di fare il fonografo di Edison arrivato 17 anni dopo.

L'AUDIO

La storia è stata raccontata dal New York Times, che per primo ha reso disponibile in versione digitale questi preziosi 10 secondi. Che Giovannoni presenta all'annuale conferenza della Association for Recorded Sound Collections a Palo Alto in California.

La registrazione, destinata a cambiare i libri di storia, sarebbe opera di Édouard-Léon Scott de Martinville. Il suo apparecchio era formato da un corno attaccato a uno stilo che incideva le onde sonore su fogli di carta anneriti dal fumo di una lampada a olio. Come dicevamo prima, questo strumento non era in grado di riprodurre quanto registrava, forse perché Scott pensava al suo fonografo come un sistema di archiviazione.

Il team di ricerca americano, nei Lawrence Berkeley National Laboratory di Berkeley, ha usato una sorta di stilo virtuale decriptando digitalmente la registrazione realizzata da Scott de MartinvilleMartinville. O meglio: le registrazioni, dato che quella del 1860 sarebbe solo una fra quelle trovate da Giovannoni. Alcune risalirebbero addirittura al 1853 e 1854. Solo che a quei tempi la macchina di Scott non era stata calibrata in maniera ottimale, compromettendo quindi la qualità del suono. In realtà gli storici sapevano già da tempo degli esperimenti di Scott. Nessuno però fino ad oggi aveva mai trovato delle prove concrete.

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