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Il 25 agosto 2001 un'équipe di medici utilizza le cellule staminali per riparare un cuore danneggiato da un infarto

È la Germania ad ottenere i primi risultati con le cellule totipotenti dello stesso paziente per riparare tessuto cardiaco danneggiato. Il 25 agosto 2001, a Dusseldorf, nella clinica cardiaca dell’Università, cellule madri del midollo osseo di un paziente di 46 anni furono capaci di riattivare la funzionalità del cuore danneggiato dall’infarto. Le cellule staminali vennero iniettate nelle arterie vicino al cuore. Migrate attraverso il sangue intorno all’area danneggiata, furono capaci di ripararla. La terapia con le cellule staminali risultò più efficace di tutti gli altri trattamenti messi insieme. Secondo i medici tedeschi, questa terapia avrebbe potuto essere utilizzata con successo su molti pazienti che soffrono delle più disparate malattie cardiache.
In precedenza, a Rostok, c’era stato un primo trapianto autologo di cellule staminali pluripotenti nel tessuto necrotico del cuore di un paziente sottoposto a by-pass coronarico dopo una crisi cardiaca. Nell’ottobre dell’anno dopo, vennero effettuati altri due interventi nell’ospedale di Mirano in provincia di Venezia su due pazienti colpiti da ischemia miocardia.
Una ricerca sperimentale sul ruolo delle cellule staminali nella riparazione di danni cardiaci era stata pubblicata da una équipe del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas sulla rivista The Journal of Clinical Investigation. Negli esperimenti, gli scienziati, guidati da Margaret Goodell e Karen Hirschi, avevano selezionato un tipo particolare di cellule staminali prelevate da un topo adulto e le avevano trapiantate nel midollo osseo di un altro topo, dopo averle colorate di blu per distinguerle più facilmente. In seguito avevano ostruito chirurgicamente un’arteria coronaria del topo ricevente. Dopo due settimane, alcune delle cellule segnate erano state trovate nel tessuto cardiaco. La ricerca ha dunque mostrato che la trasformazione di cellule staminali in tessuto cardiaco e vasi sanguigni è un processo naturale.
Per le malattie neurologiche si potrebbero utilizzare le cellule staminali presenti nel tessuto nervoso. Si tratta di una piccola quota di cellule totipotenti recentemente isolate da un gruppo di ricercatori statunitensi.

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