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Detti latini

Detti latini

Nel passato conoscere le risposte era prerogativa di Saggi e Iniziati, rigorosamente vincolati al segreto, eppure esiste un filo d'oro che collega tutte le civiltà e che ha permesso di portare fino ai tempi attuali gli insegnamenti dell'antica Saggezza, che comprendono le risposte alle domande primordiali che ogni uomo che comincia a sollevarsi dalla massa bruta, si pone nel suo intimo più profondo: chi siamo? da dove veniamo? dove andiamo?

Intere scuole di filosofia hanno tentato, e ancora lo fanno, di proporre risposte, varie e articolate come le differenze di carattere degli uomini, noi tenteremo di trasmetterle in questa rubrica.

un cervo beve nello stagno è un disegno a colori realistico

Fedro

(Favole, Libro I, 12,1).

Versione Latino

Inveniri testis haec narratio est:

Saepe, laudatis utiliora quae contempseris

Ad fontem cervus, cum bibisset, restitit, et in liquore vidit effigiem suam. Ibi dum ramosa mirans laudat cornua crurumque nimiam tenuitatem vituperat, venantum subito vocibus conterritus, per campum fugere coepit, et cursu levi canes elusit. Silva tum excepit ferum; in qua retentis impeditus cornibus lacerari coepit morsibus saevis canum. Tum moriens edidisse vocem hanc dicitur: 'O me infelicem, qui nunc demum intellego, utilia mihi quam fuerint quae despexeram, et, quae laudaram, quantum luctus habuerint'.

Analisi del testo

Questa narrazione è testimone che:

Spesso, le cose che hai disprezzato si scoprono più utili di quelle lodate

Un cervo, avendo bevuto, si fermò presso la fonte e vide nell?acqua la sua immagine. Qui mentre ammirandole lodava le corna ramose e disprezzava la troppa magrezza delle zampe, atterrito improvvisamente dalle voci dei cacciatori, cominciò a fuggire per la campagna e con la corsa leggera eluse i cani. La selva poi lo accolse selvaggio; ma in questa, bloccato dalle corna trattenute cominciò ad essere sbranato dai crudeli morsi dei cani. Allora si dice che morendo abbia espresso questa frase: ?O me infelice, che ora finalmente capisco, quanto mi siano state utili le cose che avevo disprezzato, e, quelle che avevo lodato, quanto (di )lutto abbiano recato.

Publilio Siro

busto in marmo del persoaggio capelli ricci viso tondo barba ricciaScrittore e drammaturgo romano
(78 avanti Cristo - 31 avanti Cristo)

Versione latino

Deliberandum est diu, quod statuendum est semel

Analisi del testo

Lungamente va meditato quello che devi operare una sola volta

Perdonarsi è difficile ma necessario. Quando non si può sbagliare, dandosi del tempo per riflettere, si ottengono due risultati: è più difficile sbagliarsi; se nonostante tutto si sbaglia, almeno si è fatto tutto il possibile per non farlo.

Publilio Siro

busto in marmo del persoaggio capelli ricci viso tondo barba ricciaScrittore e drammaturgo romano
(78 avanti Cristo - 31 avanti Cristo)

Versione latino

Auxilia humilia firma consensus facit

Analisi del Testo

L'unione, anche di persone deboli, fa la forza

L'aiuto fra deboli crea una forte unione. Quando un gruppo è compatto si ottengono grandi risultati.

Tito Livio

busto in marmo del persoaggio naso acquilino pochi capelli(Patavium, 59 avanti Cristo – Patavium, 17 dopo Cristo)
Tito Livio è stato uno storico romano, autore di una monumentale storia di Roma, gli Ab Urbe Condita libri CXLII, dalla sua fondazione (tradizionalmente datata 21 aprile 753 avanti Cristo) fino alla morte di Druso, figliastro di Augusto nel 9 avanti Cristo.

Versione latino
Quo timoris minus est, eo minus ferme pericoli est
Analisi del testo

Meno si ha paura, meno pericoli si corrono

È una frase che inganna se stessa, può essere vera soltanto nell'ignoranza oppure se la mancanza di paura deriva da una attenta valutazione del pericolo.

Gaio Valerio Catullo

busto in marmo del persoaggio naso acquilino pochi capelliGaio Valerio Catullo è stato un poeta latino (Verona 87 avanti Cristo - 57 avanti Cristo)
Apparteneva ad una famiglia agiata.

Versione Latino

Audax ad omnia foemina, quæ vel amat vel odit 

Analisi del testo

Una donna, quando ama oppure odia, è capace di qualsiasi cosa

Anche Seneca ("Una donna o ama o odia, non ha una via di mezzo. Il pianto della donna è menzogna. Negli occhi della donna vi sono due tipi di lacrime, le une provocate dal vero dolore, le altre indotte dalla scaltrezze. Una donna che pensa sola, pensa cose cattive") e Publilio Siro (Aut amat aut odit mulier: nil est tertium "Una donna o ama o odia, non c'é una terza possibilità") rafforzano questa asserzione.

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