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1981 - IBM lancia il suo primo Personal Computer

Il primo personal computer e primo desktop computer al mondo è italiano, poco più di una elaboratissima calcolatrice ma autonomo e rispettoso di tutte le caratteristice dei termini. È stato sviluppato tra il 1962 e il 1964 e prodotto dal 1965 al 1971: Si tratta dell'Olivetti Programma 101.

Sedici anni dopo, con il PC 5150 la "International Business Machines", meglio nota con l'acronimo IBM (affermata industria del settore dei mainframe), intendeva riprendersi dalla stagnazione entrando in un settore che gli esperti intravedevano: quello dei personal computer.

Non esisteva ancora il mouse ma questa macchina era dotata già di una tastiera qwerty e di un monitor CRT a fosfori verdi in grado di visualizzare 25 righe da 80 caratteri. Il nuovo dispositivo, presentato ufficialmente il 12 agosto del 1981 (38 anni fa), disponeva di due lettori di floppy disk da 5,25 pollici (quelli dei mainframe erano da 8 pollici). Il disco fisso esisteva già ma, per dimensioni (più o meno quelle di un forno a microonde di oggi) e costo, era improponibile per un sistema personale. Il primo lettore allora doveva contenere il disco del sistema operativo mentre con il secondo si potevano leggere e scrivere dati.

Punto di forza era proprio il sistema operativo, si poteva scegliere tra PC-DOS (commissionato ad un certo Bill Gates), CP/M-86 (uno dei primi sistemi operativi realizzato dalla Digital Research dal 1974) e UCSD p-System (un sistema operativo complicato e sofisticato nato dal linguaggio Pascal nel 1978). Quest'ultimo perse alla partenza e la gara rimase tra il nuovo e semplice pc-dos e il già presente con diversi software cp/m. In seguito la gara è stata vinta dal pc-dos a causa di un problema che si è trasformato in una opportunità. Pur avendo l'IBM acquistato i diritti sul codice sorgente e proseguito da solo lo sviluppo, non aveva però vietato la derivazione al fornitore per cui la Microsoft ha potuto sviluppare un suo sistema operativo (MS-DOS) compatibile che però alla lunga è diventato il principale ed anzi in seguito inarrestabile evolvendosi in Wiondows.

Tornando al PC-5150, partiti con l'idea di venderne solo 250mila esemplari, i vertici dell'IBM si trovarono tra le mani invece una gallina dalle uova d'oro, che contribuì alla massificazione di questo tipo di computer, irrompendo negli uffici e nei luoghi di lavoro di tutto il mondo. Fu una vera e propria rivoluzione "sociale" più che tecnologica, che mutò l'approccio delle persone verso l'informatica.

Per l'IBM rappresentò la consacrazione come multinazionale leader del settore hardware e software. La risposta della Olivetti arrivò un anno dopo con l'M10 e due anni dopo (1983) con l'M24 più potente, più veloce e con un hardware super resistente grazie a sistemi di raffreddamento studiati per il funzionamento continuo.
Per la risposta dei futuri rivali della Apple bisognerà attendere gennaio 1984, quando Steve Jobs inaugura l'era dei "Mac", presentando in grande stile il Macintosh 128k.

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